Prato, già più di cento aziende in AsTRI

Prato, già più di cento aziende in AsTRI

Sono già oltre 100 le aziende che hanno aderito all’Associazione Tessile Riciclato Italiana, nata per dare un’identità al distretto tessile pratese e valorizzare quello che Prato fa dal 1840, ossia produrre tessuti rigenerati. 112 il numero esatto dei soci che, alla presenza del sindaco Matteo Biffoni e dei rappresentanti delle associazioni di categoria, hanno tenuto la prima riunione.

“Associarsi ad As.T.R.I. – ha spiegato il presidente Fabrizio Tesi – non è una scelta, ma una necessità. Le parole d’ordine devono essere riduci, riusi, ricicli. Prato è la capitale mondiale del tessuto rigenerato, ma manca la consapevolezza chiara del valore e delle prospettive di questa storica produzione locale. Il nostro distretto è composto da tante piccole aziende, circa 7.000, per un totale di oltre 34.000 addetti ai lavori. Abbiamo l’economia circolare nel nostro DNA, i grandi brand sono interessati ai nostri prodotti, è necessario ora adeguarsi alla modernità e rendere visibile quello che Prato fa da sempre, ossia trasformare il rifiuto in risorsa”.

As.T.R.I. è un movimento spontaneo e trasversale, non vuole mettersi in concorrenza con altre associazioni, ma collaborare con tutti coloro che operano nel territorio. Sei i soci fondatori: Fabrizio Tesi, presidente (ditta Com.I.Stra); Sauro Guerri, vicepresidente (Progetto Lana); Simone Francioni, segretario (Francioni Fa); Gabriele Innocenti, tesoriere (Filati Omega) e i due consiglieri Riccardo Ciapini (Super Color) e Alessio Beccani (Beccani e Vannucchi). Tra i soci lavoranti, passatori, vecchi cenciaioli, commercianti di materie prime, rifinizioni, lavorazioni conto terzi in genere, lanifici e gruppi tintoriali.

La priorità adesso è ridiscutere una normativa, il DM 264 13 ottobre 2016: “Una normativa troppo restrittiva – ha aggiunto il vicepresidente Sauro Guerri – secondo la quale ogni tipo di sottoprodotto viene considerato rifiuto, ma in realtà non è così. Esiste un’alternativa al rifiuto, ed è quello che Prato fa dal 1840, cioè il rigenerato. Siamo quindi disponibili a partecipare ai tavoli tecnici del Ministero dell’ambiente per ridiscutere insieme questo decreto”.

Sono molteplici e variegati i vantaggi derivanti dalla creazione di un tessuto rigenerato, dai risparmi energetici a quelli ambientali, “Vogliamo certificare il nostro processo – ha concluso il tesoriere Gabriele Innocenti -, riciclare, infatti, vuol dire anche avere materia prima senza la necessità di doverla comprare. Prato ha strutture e impianti che non hanno niente da invidiare al resto del mondo, i tempi sono maturi, dobbiamo unire le forze e valorizzare le enormi potenzialità del nostro distretto”.

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