PV fa saltare i pronostici, bene anche il secondo giorno

PV fa saltare i pronostici, bene anche il secondo giorno

Se fosse stata una partita di calcio avrebbe premiato gli scommettitori più audaci, pronti a puntare su una vittoria in trasferta su un campo difficile: le aspettative per Première Vision, opinione diffusa, erano relativamente caute per tutta una serie di fattori che in realtà hanno messo fuori strada anche i più pessimisti.

Dopo un’ottima Milano Unica pare che il settore tessile possa mandare in archivio anche un’eccellente Première Vision, che nel suo secondo giorno ha aumentato il numero di visitatori e la sensazione di brillantezza, complice anche, a livello di percezione visiva, la presenza degli studenti delle scuole di moda francesi. Dopo il già buon debutto di ieri è arrivata così una conferma importante per espositori ed organizzatori.

Gli effetti delle nuove strategie, che prevedono anche importanti investimenti in fatto di incoming per i buyers di fascia molto alta, si stanno già palesando e danno fiducia per il prossimo futuro del salone.

Tra gli “affezionati” a PV c’è per esempio la lombarda Gipitex, dove il sales manager Daniele Donzelli può già tracciare un bilancio positivo: “Abbiamo confermato la fiducia a PV – dice – e abbiamo apprezzato questo nucleo di italianità rappresentato dall’Italian Touch, che aiuta i visitatori a capire dove sono le aziende italiane. L’affluenza allo stand nei primi due giorni è stata sicuramente superiore alle stagioni precedenti, anche in termini di qualità, con tanti direttori creativi dei brand. Siamo partiti con aspettative moderate ma ci siamo ricreduti, chiudendo un cerchio di qualità aperto a Milano Unica, perché anche lì più della quantità ha contato la tipologia di visite”.

Ma rimane qualche perplessità per luglio: “Stiamo valutando – conclude Donzelli – perché per la moda donna ed il prêt-à-porter settembre è più indicato; luglio può andare bene per la moda uomo, e quindi più Milano che Parigi. E poi già adesso siamo alla quinta fiera in meno di due mesi e dobbiamo capire dove investire e dove no”.

Una preoccupazione che guarda a cinque mesi di distanza ma che non impatta sul presente: nelle hall 5 e 6 si vedono stand pieni come ai “tempi belli” e solo nella parte degli accessori, nella hall 4, si è notata meno vivacità. Domani l’ultimo giorno di fiera, in attesa dei numeri ufficiali che daranno un quadro ancora più chiaro su questa positiva tornata fieristica italo-francese.

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