Rifiuti tessili, il problema visto da Bruxelles

Rifiuti tessili, il problema visto da Bruxelles

Problema rifiuti tessili ed Unione Europea: potrebbe arrivare da Bruxelles una soluzione per una questione molto sentita nei distretti tessili. L’eurodeputata del Pd, Simona Bonafè è stata ospite oggi di Confartigianato Imprese Prato nell’ambito dell’opera di sensibilizzazione della classe politica che l’associazione sta sostenendo sulla necessità di riportare gli scarti tessili da lavorazione alla dignità di sottoprodotto da riutilizzare nel ciclo produttivo e non più rifiuto da smaltire con tutte le problematiche e i costi relativi.

“In sede di parlamento europeo abbiamo appena licenziato un pacchetto sull’economia circolare che modifica quattro direttive sui rifiuti – spiega Bonafè – Si tratta di norme veramente innovative: al centro c’è la salvaguardia delle materie prime di cui l’Europa e l’Italia in particolare scarseggiano. Si tratta di preservarle ma anche di riutilizzare i rifiuti trasformandoli in materie prime: una logica della prevenzione della generazione dei rifiuti strettamente vicina alle problematiche del distretto tessile pratese. A questo punto è importante che, quando questa normativa verrà implementata in Italia, venga fatto nel modo migliore possibile”.

Ma l’Italia ha due anni per adeguarsi alla normativa e il nuovo Governo non si è ancora insediato. Ad anticipare in buona parte questa soluzione dovrebbe invece essere il protocollo tra Regione Toscana e ministero dell’Ambiente, studiato proprio per dare al distretto tessile pratese alcuni dei benefici previsti dalla normativa europea e già in fase avanzata di realizzazione. “Stanno definendo in Regione la parte del quesito da inviare al ministero – spiega il sindaco Matteo Biffoni, presente all’incontro – e a tale proposito ci confronteremo nuovamente con le categorie economiche per non commettere errori che potrebbero invalidare tutto il lavoro svolto. Ma il protocollo è sostanzialmente pronto e contiamo possa essere inviato in tempi molto brevi al ministero”.

“Col precedente ministro avevamo già avuto contatti – dice Biffoni – ma immagino che qualunque ministro di qualsiasi forza politica che abbia a cuore il bene del Paese e del distretto non possa che sostenerlo: tutela l’ambiente, favorisce il risparmio e valorizza le risorse. Motivi sui quali il colore politico non c’entra”.

“Se il nuovo governo – dice il presidente di Confartigianato Imprese Prato, Luca Giusti – non considerasse prioritario un tema che riguarda non solo l’economia e l’ambiente ma anche le direttive europee, si presenterebbe molto male  Si tratta di un tema talmente importante e trasversale che non può non essere considerato una priorità. Teniamo conto che non chiediamo soldi al governo ma semplicemente di adottare una logica che favorisce l’attività del nostro distretto sulla base di norme già esistenti a livello europeo e assenti solo in Italia”.

“Come distretto pratese nell’economia circolare siamo favoriti – dice Fabrizio Tesi, presidente dell’associazione Astri – perché lo facciamo già dal 1840: non dobbiamo inventare niente. Chiediamo solo che ci facciano lavorare in pace secondo quelle che in fondo sono anche le direttive europee. Prato rigenera risorse ogni anno: come Astri abbiamo fatto una mappatura che registra, nel 2017, la trasformazione di 142 milioni di chili in materiale fibroso. Il distretto pratese dovrebbe quindi essere un modello da seguire a livello europeo”.

Al momento però la situazione dello smaltimento degli scarti tessili sul territorio è all’insegna della ‘stagnazione’: “La situazione attuale non è molto cambiata rispetto agli ultimi tempi – risponde Moreno Vignolini, presidente dei Tessili di Confartigianato – Ci aspettiamo un miglioramento nel giro di una decina di giorni con l’avvio del nuovo protocollo che il ministero dovrebbe approvare”.

“Abbiamo scelto di sospendere l’opzione di spedire i rifiuti all’estero per ferrovia – precisa Biffoni – perchè si tratta di una soluzione che farebbe lievitare ulteriormente costi e tariffe già molto alti. Abbiamo trovato una soluzione temporanea in loco usufruendo delle varie discariche e con il ritorno a regime del Cassero la situazione dovrebbe normalizzarsi. Ma sul medio e lungo termine occorre individuare altre soluzioni perché le discariche hanno dei limiti. Il vero problema è che stiamo trattando come rifiuto qualcosa che può invece portare ricchezza. Per questo assume grande importanza la tematica per cui siamo qui riuniti stamani”.

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