Roberto Luongo
Il termometro dei mercati

Roberto Luongo <br> Il termometro dei mercati

Da un anno e mezzo è, per la seconda volta, direttore generale dell’ICE, l’agenzia che promuove all’estero le aziende italiane, per la quale lavora da oltre 30 anni. Il termometro sullo stato di salute dell’economia di Roberto Luongo è quindi di quelli infallibili.
Il tessile-abbigliamento è uno dei settori principali dell’export italiano e Luongo è stato più volte ospite e attento osservatore di Milano Unica e per questo La Spola ha voluto sentire il suo parere su una situazione sui generis come quella maturata dallo scoppio della pandemia per il Covid-19 in poi.

Siamo parzialmente usciti da uno dei periodi più difficili della storia recente. Che ruolo ha avuto ICE nella gestione dell’emergenza economica e finanziaria sia nei confronti delle scelte del Governo quanto nell’appoggio a aziende e associazioni?
Questo momento storico è stato per noi e per l’ICE-Agenzia un nuovo banco di prova per riuscire a far fronte alle indubbie difficoltà sia durante la fase del lockdown che soprattutto nel ripensare il “dopo”. In accordo con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nel momento dell’emergenza abbiamo predisposto una serie di azioni immediate. Oltre a quelle già in essere prima dell’esplosione del Covid-19, come la gratuità di molti servizi e i Flying Desk, inizialmente sono state messe in atto misure straordinarie 2020 di sostegno, come l’annullamento dei costi di partecipazione alle iniziative promozionali nonché il rimborso per le spese già sostenute. La consulenza dei Flying Desk è proseguita da remoto così come la formazione on line e i contatti e le riunioni con le nostre controparti settoriali.
Stiamo puntando sempre più sulla digitalizzazione, che era una nostra priorità già prima della pandemia, per aiutare le aziende ad utilizzare strumenti di marketing digitale per far leva sull’e-commerce e sulla promozione della grande distribuzione offline to online anche per il futuro. Per questo motivo abbiamo predisposto un bando per 100 professionisti del settore per accedere ai corsi di Digital Temporary Export Manager (D-Tem) nell’ottica di supportare le aziende nei processi di internazionalizzazione, con figure professionali esperte in tali processi e con particolari competenze in campo digitale. Infine, stiamo lavorando al modello di Fiera Smart 365 che, pur non sostituendosi alle manifestazioni vere e proprie, consentirà alle aziende di poter presentare i propri prodotti 365 giorni l’anno ai compratori internazionali. D’intesa con il MAECI, molte sono le azioni e i progetti in campo per facilitare la ripresa del nostro paese attraverso il motore delle esportazioni.

Ci sono state vostre sedi all’estero che hanno inviato rapporti più preoccupanti di altri?
La diffusione del virus ha avuto un andamento asincrono e asimmetrico da Paese a Paese ma alla fine ha interessato e sta interessando tutto il mondo. Ovviamente nella primissima fase i rapporti, pressoché giornalieri, provenienti dai nostri uffici fotografavano principalmente questa realtà. Quasi in contemporanea però abbiamo pensato di organizzare insieme al MAECI, Mercati in Diretta, una serie di 17 webinar sui principali e più dinamici mercati di sbocco del nostro export. Appuntamenti importanti per mantenere il contatto costante con le aziende italiane e attraverso i quali poter fornire alle nostre imprese un quadro quanto più preciso e puntuale delle problematiche ma anche delle opportunità da prendere in considerazione nel momento della ripresa.

Uno dei fattori positivi più rilevanti degli ultimi anni per le fiere tessili era stato l’appoggio crescente di ICE. Quanto sarà difficile ricostruire quella rete di rapporti e ripristinare i calendari dei saloni?
La rete di rapporti non è stata danneggiata dalla situazione di emergenza e le fiere tessili hanno continuato e continueranno a ricevere l’appoggio dell’ICE, anche per ripensare le strategie future. L’ICE è a fianco degli organizzatori delle manifestazioni, anche nella valutazione e costruzione del possibile scenario futuro. I calendari dei saloni verranno ripristinati, in accordo con gli organizzatori, non appena questi ultimi avranno ricevuto le relative linee guida dalle autorità competenti. Nel frattempo, stiamo potenziando le azioni di comunicazione e le campagne sui social media, utilizzando materiale promozionale virtuale da divulgare tramite i nostri Uffici all’estero.

Quale le pare il mercato, per il tessile-moda ma non solo, destinato a risollevarsi prima e quale quello più in difficoltà?
L’evoluzione dell’emergenza, che presenta cambiamenti abbastanza repentini nella situazione internazionale, al momento non consente una previsione in questo senso. Ci sono molti fenomeni di focolai improvvisi, per fortuna isolati. La pandemia in corso ci indurrà a ripensare le metodologie di intervento promozionale, optando per interventi virtuali su più Paesi contemporaneamente. In questo modo, si diversifica il rischio e si controbilanciano più rapidamente le condizioni avverse. Dal punto di vista della differenziazione dei mercati, i Paesi ASEAN dovrebbero essere fra i primi a riavviare il ciclo, seguiti da quelli maturi europei.

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