Stefanel crolla dopo la domanda di concordato

Stefanel crolla dopo la domanda di concordato

Stefanel a picco in Borsa dopo aver deciso di presentare domanda di ammissione al concordato preventivo. Le azioni del gruppo d’abbigliamento veneto, sospese prima dell’avvio delle contrattazioni in attesa di un comunicato, hanno aperto lasciando sul terreno il 10,9% a 0,155 euro.

Il consiglio di amministrazione ha deliberato di presentare domanda di ammissione al concordato preventivo in bianco, procedura nell’ambito della quale Stefanel si riserva di poter presentare un ricorso per l’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti. Al 30 settembre 2016 la posizione finanziaria netta del gruppo era negativa per 86 milioni a fronte di ricavi (a fine giugno) pari a 67,5 milioni e di una perdita netta (a fine giugno) di 13,3 milioni.

“Tale delibera – si legge nella nota ufficiale – si inserisce nel contesto delle iniziative assunte dall’emittente finalizzate alla ristrutturazione del debito e al rafforzamento patrimoniale della società”. Anche Finpiave, che detiene il 20,329% del capitale di Stefanel “ha deliberato di presentare domanda di ammissione al concordato preventivo, riservandosi di poter presentare un’istanza per l’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti”.

Da tempo, il gruppo di maglieria guidato da Giuseppe Stefanel navigava sotto il peso dell’indebitamento. Negli ultimi sei anni la società ha dovuto far fronte a due aumenti di capitale e tre ristrutturazioni del debito, ma la situazione non ha salvato i conti e, nell’ultimo esercizio fiscale, Stefanel non è riuscita a rispettare di nuovo i covenant, motivo per cui il consiglio di amministrazione ha posticipato l’approvazione del bilancio.

La stessa società di revisione Ernst&Young nella Relazione di revisione contabile limitata sul bilancio consolidato semestrale abbreviato del1 agosto, ha evidenziato l’esistenza di “profili di incertezza” che “fanno sorgere dubbi significativi sulla capacità del gruppo di continuare ad operare sulla base del presupposto di continuità aziendale e quindi della capacità di realizzare le attività e onorare le passività nel normale corso della gestione”. Il gruppo veneto ha chiuso il 2015 a con un perdita netta di 7,7 milioni di euro, un ebit negativo per 4,8 milioni e ricavi netti leggermente in rialzo a 156,6 milioni di euro.

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