Una Brexit “no deal” è un rischio per il tessile

Una Brexit “no deal” è un rischio per il tessile

Secondo un nuovo studio, commissionato da Euratex all’Università di Lovanio, una Brexit “no deal” avrebbe un impatto negativo sull’industria del tessile-abbigliamento, con la perdita di oltre 100.000 posti di lavoro per l’UE a 27 e di oltre 27.000 per il Regno Unito.

Le perdite di output per il Regno Unito sarebbero pari al 41,8% del suo valore aggiunto nella produzione di T&A, mentre l’UE-27 nel suo complesso perderebbe circa il 9,7%.

Anche se i negoziatori stanno compiendo uno sforzo decisivo un “no deal” può ancora verificarsi qualora non vi sia una ratifica tempestiva del Withdrawal Agreement o l’accordo venga ratificato, in assenza di un’intesa sulle future relazioni UE-Regno Unito prima della fine del periodo di transizione.

“Uno scenario soft Brexit – dicono a Euratex – ridurrebbe i danni, ma sconvolgerebbe comunque le catene del valore europee e condurrebbe a pesanti perdite di posti di lavoro. Per il Regno Unito sarebbero 4.759, con una perdita di produzione del 7,3% di valore aggiunto, mentre per l’Unione Europea perderebbe 17.786 posti di lavoro e una produzione dell’1,7% di valore aggiunto. Col “no deal”, le perdite di produzione per il Regno Unito sarebbero pari al 41,8% del valore aggiunto, mentre l’UE-27 nel suo complesso perderebbe circa il 9,7% del suo PIL. Per il Regno Unito ciò corrisponderebbe alla perdita di 27 141 posti di lavoro, mentre per l’UE-27 nel suo complesso la perdita di posti di lavoro sarebbe pari a 101 756″.

A rimetterci di più, in ordine decrescente, sarebbero Italia, Romania, Portogallo, Germania, Francia, Spagna e Polonia. Con una hard Brexit, 27.000, 12.000 e 11.000 posti di lavoro andranno perduti rispettivamente in Italia, Romania e Portogallo, Dati che corrispondono a circa il 27%, 12% e 10% della popolazione attiva totale nel settore all’interno dell’UE-27.

Ma facendo una proporzione tra l’impiego nel settore e il PIL del Paese, Irlanda, Belgio, Paesi Bassi, Svezia, Francia, Danimarca e Repubblica Ceca risulterebbero i Paesi più in sofferenza: per Irlanda e Belgio, una Brexit no deal sfocerebbe in un -23% e -14% di perdite di posti di lavoro e perdite di produzione pari a -40% e -25% del valore aggiunto settoriale.

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