Una V avvolta da foglie in un trionfo viola, il colore usato per caratterizzare la nuova fiera di Messe Frankfurt: Value Milano ha scelto questa grafica per presentarsi in corso Como, luogo di movida, moda e divertimento.
Un battesimo per il “nuovo bambino in arrivo”, come l’ha definito Detlef Braun, membro del board di Messe Frankfurt, arrivato ad una delle sue ultime decisioni prima della pensione dopo più di venti anni all’ombra della Torhaus: il manager tedesco ha introdotto i temi del nuovo salone, che nasce “in tempi pazzi, visti poche volte in tanti anni di carriera”.
“Amo Milano – ha detto Braun sorridendo – ma non l’abbiamo scelta come sede di Value per questo motivo, ma per il fatto che è capitale del lifestyle e che rappresenta la qualità del prodotto che presenteremo a questo nuovo salone. E per dare garanzie di qualità abbiamo creato un team di livello”.
La direttrice del salone sarà Federica Anastasio (nella foto con Braun), volto italiano di Messe Frankfurt in moltissime fiere in cui ha fatto da collegamento diretto tra gli espositori e la società di Francoforte, mentre il direttore creativo sarà Frank Junker, che svela così quali erano i suoi piani professionali quando ha lasciato Munich Fabric Start. I tessuti, e di conseguenza le aziende, saranno valutati, selezionati e scelti da un team guidato da Ornella Bignami, all’ennesimo progetto con Messe Frankfurt in oltre 30 anni.
Qualità ma anche sostenibilità, richieste alle aziende, massimo un centinaio per ragioni di spazio del The Mall, che ospiterà il salone dal 3 al 5 febbraio del prossimo anno. Filtrano già i primi nomi dei partecipanti: c’è l’accordo con l’associazione turca Ithib, ci saranno aziende cinesi, indiane ma c’è apertura anche per Taiwan, Africa e Corea.
Croce e delizia di tutto questo è la concomitanza con Milano Unica, che dal canto suo, al netto dell’assenza alla cerimonia di presentazione di Value, sembra aver avallato il progetto di Messe Frankfurt, con la quale collabora per Milano Unica Shanghai a Intertextile. Sicuramente non ci sarà “concorrenza” nella ricerca di espositori, vista la provenienza geografica diversa, la speranza è che invece ci sia condivisione di visitatori e buyer, con reciproco vantaggio.








