Particolare di un'orditura

“L’Europa perde il suo tessile”
Allarme rosso di Euratex

“L’Europa sta perdendo la sua industria tessile”: Euratex è categorica e molto diretta nel commentare il suo ultimo aggiornamento economico sui risultati dell’industria tessile e dell’abbigliamento europea nel 2025.

“Ogni settimana, in tutta Europa chiudono fabbriche tessili. Dietro ogni chiusura si nascondono posti di lavoro persi, comunità colpite e capacità strategiche andate perdute” dice Euratex evidenziando come per il terzo anno consecutivo, il settore abbia registrato risultati negativi in tutti gli indicatori chiave: produzione, fatturato e occupazione.

Le cause sono i costi energetici strutturalmente elevati, la domanda dei consumatori debole, la crescente pressione delle importazioni dall’Asia, la concorrenza sleale da parte delle piattaforme online e un onere normativo sempre più gravoso per i produttori europei.

L’Unione Europea sta preparando diverse risposte politiche: l’Industrial Accelerator Act, la riforma del codice doganale dell’Unione e l’Unione dell’energia ma molte aziende non possono più aspettare.

“Se l’Europa vuole davvero mantenere la propria base manifatturiera, deve agire più rapidamente e con maggiore determinazione. Ogni settimana chiudono aziende tessili. La produzione si sposta altrove, la dipendenza aumenta e l’impronta di carbonio cresce. Questo è l’opposto di ciò che l’Europa vuole ottenere” dice il presidente di Euratex Mario Jorge Machado.

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini