Distretto lariano, un 2018 con finale un po’ a sorpresa

Distretto lariano, un 2018 con finale un po’ a sorpresa

Non sono negativi i numeri del distretto di Como dopo un 2018 in cui le tante incertezze politiche ed economiche avrebbero potuto portare a dati ben peggiori.

E’ arrivata comunque una crescita, anche se, come dice Andrea Taborelli, presidente del Gruppo Filiera Tessile di Unindustria Como “non è una situazione facile, ma sappiamo presentarci sui mercati internazionali con una posizione di leadership che i produttori di abbigliamento moda ci riconoscono. A livello associativo poi vogliamo lavorare per valorizzare i punti di forza che ci hanno reso vincenti, ad esempio la formazione delle giovani leve e l’affermazione della tracciabilità, in modo da rendere il consumatore consapevole non solo del marchio, ma anche delle fasi produttive che concorrono alla realizzazione del prodotto, di cui noi siamo i protagonisti”.

Il fatturato è cresciuto del 3,5-4%, i primi nove mesi dell’anno sono stati positivi, mentre nell’ultimo trimestre si è verificato un rallentamento. Anche stavolta il dato complessivo sintetizza dinamiche assai differenziate all’interno della filiera e tra le diverse merceologie, in virtù delle tipologie del prodotto e delle fasce del mercato. Meglio le stampe, meno bene il tessuto tinto in filo o tinto in pezza. L’andamento delle vendite ha invece evidenziato una lieve riduzione rispetto al 2017.

Nel 2018 ha pesato anche la dinamica del prezzo della seta, che nella fase centrale dell’anno ha raggiunto il suo apice. Il tessuto per abbigliamento femminile rimane la componente più ragguardevole, rappresentando i due terzi circa del fatturato serico, ed ha avuto un andamento positivo da gennaio a settembre. Aumentato il ricorso alle fibre chimiche continue, soprattutto il poliestere, in presenza di quotazioni del filo di seta poco stabili. La cravatteria, che proviene da un periodo di strutturale ridimensionamento, ha mantenuto il livello del fatturato, sia pure con minori volumi. L’accessorio tessile femminile (foulards, scialli, sciarpe, stole, bandane) ha chiuso il 2018 con risultati favorevoli, soprattutto in termini monetari. In questo caso la dinamica è stata positiva anche nel corso dell’ultimo trimestre.

Assolutamente determinante per il distretto l’export, che raggiunge il 75%, se si considerano anche le vendite dei capi confezionati Made in Italy, fabbricati con tessuti comaschi. Le prospettive per i prossimi mesi, pertanto, sono condizionate dall’incertezza e dal rallentamento delle economie di alcuni importanti mercati esteri di destinazione.

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