Due giorni di approfondimenti e studio al Seminario degli Economisti che si è svolto nel quadro delle iniziative del “Laboratorio di Pistoia sulla dinamica industriale”, nato tre anni fa dall’accordo fra Confindustria Toscana Nord e Fondazione Caript.
E’ un evento che Confindustria Toscana Nord organizza ormai da nove anni, con la partecipazione del Centro Studi Confindustria; la Fondazione mette a disposizione un importante sostegno e anche per questa edizione l’ha ospitato nella sede dell’Antico Palazzo dei Vescovi a Pistoia.
Il tema ha puntato sul complicato quadro socio -politico globale; e infatti il titolo è stato ” L’Italia e il nuovo (dis)ordine mondiale II”. Oltre cinquanta economisti si sono interrogati sull’evoluzione del quadro geopolitico dell’area mediterranea in una prospettiva storica e sul posizionamento del nostro Paese, su come l’Italia partecipi alle catene di produzione internazionali e sul grado di dipendenza produttiva da altri sistemi industriali.
Tra i temi trattati l’inedita debolezza demografica dell’Europa a confronto con la crescita della popolazione di molti paesi che si affacciano sul Mediterraneo, la generazione valore aggiunto e la sua redistribuzione nelle filiere italiane, la crescita straordinaria della Cina – non solo in termini quantitativi, ma di politiche industriali, l’impatto dell’interruzione delle rotte commerciali marittime italiane con l’area MENA (Middle East and North Africa) e, non ultimo, l’effetto distorsivo della concentrazione della ricchezza in imprese globalizzate che da sole valgono più di alcuni stati, e di come questo incida sulla efficacia delle politiche industriali nazionali.
Aperto anche l’interrogativo su come poter affrontare i problemi sostanziali per dare una possibile prospettiva di sviluppo all’Italia e alla sua economia; riflessioni emerse anche nel corso dell’assemblea annuale di Confindustria Toscana Nord. “Le politiche industriali da mettere in atto – dicono gli industriali – hanno bisogno di conoscenze e competenze per accompagnare l’evoluzione del sistema economico produttivo di fronte alle sfide di oggi: dalla digitalizzazione alla sostenibilità al contesto geopolitico così incerto che mette continuamente in discussione i mercati, energia, materie prime, rotte internazionali. Scelte da fare e rotte da segnare, in maniera decisa e tempestiva”.
“La nostra area di Lucca Pistoia e Prato – commenta Luca Rossi, direttore di Confindustria Toscana Nord – è ancora una volta un caso emblematico perché esprime un’economia poliedrica, e quindi complessa in un territorio tutto sommato piccolo ma aperto al mondo: un interessante punto di osservazione per gli economisti che di nuovo si danno appuntamento a Pistoia, apprezzandone l’ospitalità. Il seminario costituisce un’occasione preziosa che arricchisce la comunità degli esperti di economia industriale di spunti e occasioni di riflessioni condivise; pertanto dobbiamo ringraziare chi, come Fondazione e Intesa Sanpaolo, da subito ha creduto in questo laboratorio di idee, e l’hanno reso possibile, facendolo affermare nel panorama degli studi economici e di politica industriale”.







