Forum Ambrosetti: gli Industriali guardano al Governo

Forum Ambrosetti: gli Industriali guardano al Governo

Mentre il Governo chiede la fiducia al Parlamento per diventare ufficialmente operativo, una prima, cauta, fiducia, è venuta nel fine settimana da Confindustria, presente al consueto Forum Ambrosetti di Cernobbio di inizio settembre, che dopo molti anni vede l’assenza di membri del Governo, evidentemente affaccendati in altre faccende.

“Sono sempre ottimista nelle aspettative, che è una caratteristica degli imprenditori, poi valuteremo nei fatti. Giudizi anticipati non è il caso di darli. Abbiamo visto che alcuni punti oggetto dell’accordo tra partiti sono condivisibili, su altri vediamo delle criticità”. Sono le parole del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che sintetizzano la posizione degli industriali emersa nella tre giorni di incontri con economisti e uomini della finanza sul lago di Como. “E speriamo che i ministri e i due partiti che compongono la coalizione di governo, anziché dibattere a mezzo stampa, dibattano all’interno del Consiglio dei ministri”, ha concluso Boccia.

Indubbiamente Confindustria attira, nuovamente e con vigore, l’attenzione sui soliti problemi: “Non dobbiamo chiedere più deficit all’Ue per aumentare il debito pubblico, ma un piano infrastrutturale e transnazionale, eventualmente finanziabile con eurobond. Ripartire dai progetti è la via maestra per ritornare protagonisti commenta ancora Boccia – non dimentichiamo mai che l’Europa per noi è un grande mercato”.

I nodi da affrontare restano gli stessi indicati prima dell’estate: cuneo fiscale, riduzione delle tasse sui lavoratori italiani, questione infrastrutturale. Ma anche un grande piano di inclusione giovani.

Non è mancato da parte di Boccia un accenno assolutamente europeista: “Abbiamo bisogno di più Europa, non di meno Europa, nell’interesse dell’Italia: occorre una Ue più integrata dal punto di vista politico ed economico e la questione del bilancio e delle risorse è determinante”.

Riguardo alla politica dei dazi portata avanti dagli Stati Uniti Boccia afferma che “dobbiamo rispondere compatti e uniti come europei. Se rispondiamo come singoli Paesi è un altro problema. Ci indeboliamo”. Parallelo al di scordo dell’unità in Europa è quello dell’autonomia regionale: “L’autonomia deve essere nell’interesse di tutti e non contro qualcuno, occorre una posizione equilibrata. Bisogna da un lato essere attenti alla maggiore competitività delle regioni e dall’altro avere una attenzione alla coesione”.

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