ICCF: un focus sulla Cina a beneficio delle imprese

In un contesto geopolitico mondiale sempre più complesso le rilevazioni e le analisi sono fondamentali per comprendere la direzione del futuro prossimo. Interessante allora la presentazione di ieri a Milano della XVII edizione del Rapporto Cina della Italy China Council Foundation – ICCF, che si sofferma soprattutto sui temi dei nuovi equilibri geopolitici e della transizione energetica.

Il Rapporto Cina rappresenta uno dei più completi outlook sulla Cina attualmente disponibili in Italia. Redatta in lingua italiana, la guida costituisce uno strumento utile per tutte quelle piccole, medie e grandi imprese che vogliono portare e far evolvere il proprio business in Cina.

“Le nostre imprese continuano ad operare in uno scenario globale segnato da incertezza, tensioni geopolitiche e continui cambiamenti negli equilibri internazionali. In un contesto di questo tipo – ha detto Mario Boselli, Presidente della Italy China Council Foundation – lo spirito da cui nasce il nostro Rapporto è quello di offrire una bussola, un quadro chiaro delle trasformazioni in corso e delle loro implicazioni per il sistema economico e imprenditoriale italiano. Questo è parte integrante della missione della nostra Fondazione.”

Il Rapporto offre una lettura aggiornata delle dinamiche interne ed internazionali che hanno caratterizzato la Cina nel primo trimestre del 2026, con un focus specifico sulla transizione energetica e sulle opportunità di collaborazione tra Italia e Cina.
Emerge una crescita del PIL intorno al 5% nel primo trimestre 2026, confermando il ritmo di espansione; il settore terziario si conferma tra i principali motori dello sviluppo nazionale, si registrano segnali di riduzione del divario di reddito tra aree urbane e rurali, un processo di riequilibrio territoriale già avviato nel 2025, i consumi interni mostrano timidi segnali di ripresa, sebbene l’elevata propensione al risparmio continui a limitare una piena ripartenza della domanda domestica.
Da un approfondimento sui dati economici delle province cinesi a fine 2025, emerge che, seppur Guangdong, Jiangsu, Shandong e Zhejiang continuino a produrre oltre il 45% del PIL nazionale, alcune province occidentali e centrali come lo Xizang, il Gangsu e l’Henan hanno registrato i tassi di crescita più elevati (tra il 5,6 e il 7% a/a).
Per quanto riguarda le priorità strategiche del Paese per i prossimi anni, dal XV Piano Quinquennale (2026–2030) emerge la traiettoria perseguita da Pechino: sviluppo di qualità, rafforzamento dell’economia domestica, miglioramento del benessere della popolazione e consolidamento del binomio tra sviluppo e sicurezza nazionale.

Per quanto riguarda il commercio internazionale, nel primo trimestre 2026, il commercio estero cinese ha raggiunto 11,8 mila miliardi di RMB, registrando una crescita del +15% rispetto allo stesso periodo del 2025; l’ASEAN si conferma il principale partner commerciale della Cina, seguita dall’Unione Europea e dall’America Latina, l’UE mantiene il secondo posto con un interscambio complessivo di 1,5 mila miliardi di RMB, in crescita del +14,6% su base annua, in un quadro che continua ad evidenziare un significativo surplus commerciale a favore di Pechino. Sul fronte Italia-Cina, le esportazioni cinesi verso l’Italia si mantengono su livelli strutturalmente elevati, mentre quelle italiane verso la Cina registrano una crescita più contenuta. Nel 2025, Lombardia, Toscana e Campania hanno registrato il livello di interscambio più alto (rispettivamente pari a 24 miliardi, 11 miliardi e oltre 8 miliardi di euro).
Relativamente alla transizione energetica, anche alla luce della crisi in Medio Oriente e dei rischi connessi allo Stretto di Hormuz, Pechino continua a investire con decisione nei settori della clean tech, dei veicoli elettrici e delle nuove energie. La Cina oggi produce il 70% dei pannelli fotovoltaici presenti sul mercato italiano e fornisce tra il 25% e il 28% del valore dei componenti per pompe di calore.

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