Viaggio a Roma nel cuore delle istituzioni per Cna Federmoda, che ha presentato all’Intergruppo Parlamentare Moda co-presieduto dal senatore Ivan Scalfarotto e dall’onorevole Fabio Pietrella il Piano Strategico 2030, una roadmap per rafforzare la competitività, la sostenibilità e la coesione della filiera moda italiana, mettendo al centro il valore economico, sociale e ambientale del sistema produttivo.
“La filiera moda italiana – ha sottolineato la presidente nazionale di Cna Federmoda Doriana Marini (nella foto al centro, tra Pietrella e Scalfarotto) – è un patrimonio unico, ma fragile. Senza un riequilibrio economico e contrattuale rischiamo di perdere competenze e valore in modo irreversibile. Col Piano proponiamo soluzioni concrete per rendere sostenibile e competitivo il sistema, partendo da chi produce ogni giorno nei territori. Lo mettiamo a disposizione delle istituzioni e della politica auspicando di trovare accoglimento delle proposte frutto di un approfondito e condiviso lavoro nell’ambito del sistema imprenditoriale che rappresentiamo”.
La strategia di Cna Federmoda si fonda su tre tipi di valore: economico, sociale e ambientale. Il primo per garantire equilibrio e sostenibilità lungo la filiera, attraverso il “prezzo giusto” delle lavorazioni, maggiore stabilità contrattuale e semplificazione degli adempimenti; il secondo per rafforzare l’occupazione, migliorare la qualità del lavoro e rendere attrattivi i mestieri del saper fare, soprattutto per i giovani; il terzo per valorizzare la sostenibilità già presente nelle pratiche produttive delle imprese e tradurla in strumenti di conformità e competitività.
L’elemento chiave del piano è il principio della responsabilità condivisa lungo tutta la filiera, per superare squilibri contrattuali e distribuire equamente costi, rischi e benefici tra tutti gli attori.
Tra le azioni introdotte da questa strategia ci sono Comitati distrettuali di filiera, per coordinare domanda e capacità produttiva; Certificazione unica della moda, per semplificare audit e controlli; Carta della filiera equa, con regole chiare su pagamenti, contratti e diritti; Academy CNA Federmoda, per rafforzare competenze manageriali, tecniche e di sostenibilità; Osservatorio sul costo della commessa, per definire benchmark trasparenti e garantire prezzi sostenibili.
Parallelamente, CNA Federmoda promuove azioni di advocacy a livello nazionale ed europeo per un quadro normativo proporzionato alle micro e piccole imprese e per una reale tutela del Made in Italy dalla concorrenza sleale.
“Quello che ci avete presentato è un documento di buon senso che contempla pilastri fondamentali per supportare il settore” ha dichiarato Scalfarotto. Il piano si propone come piattaforma operativa per l’attuazione del Libro Bianco Made in Italy 2030, traducendo gli indirizzi strategici in strumenti concreti per le imprese. Tra gli obiettivi prioritari ci sono rafforzare la governance di filiera, migliorare l’accesso al credito, sostenere il ricambio generazionale, promuovere una nuova cultura del valore presso consumatori e brand.
“E’ necessario che le rappresentanze dialoghino in maniera unitaria e condivisa, che sulle principali tematiche ci sia confronto per trovare condivisione e che il settore si presenti compatto anche per salvaguardare l’identità e l’immagine del Made in Italy” ha aggiunto Pietrella.







