Imperial consolida il settore bimbo

Imperial consolida il settore bimbo

A un anno dall’ingresso nel comparto bimbo, Imperial S.p.A, azienda italiana leader nel fast fashion internazionale, fa il bilancio e registra numerose soddisfazioni. Le elenca Adriano Aere, effervescente fondatore di Imperial, presente a Pitti Bimbo a sottolineare la sua effettiva guida non solo del gruppo ma anche di ogni sua ramificazione. L’avventura nel kidswear è iniziata nel 2016 con il marchio Please Kids che veste bambini e bambine dai 4 ai 16 anni: uno streetwear interamente Made in Italy, realizzato grazie all’acquisizione di GFModa, un laboratorio già attivo nella produzione di abbigliamento per bambini.

Nel 2017 risultano venduti 300 mila capi per un fatturato di 4 milioni di euro. Un inizio incoraggiante, vìche fa porre come obiettivo i 5 milioni nel 2018.

A gennaio 2018, Imperial lancia Dixie Bimba: uno stile fresco e glamour che si ispira alla linea donna dello stesso marchio. Nella prima stagione sono stati piazzati ordini per un milione di euro, l’obiettivo è di fatturarne due nel 2018.

La distribuzione è tramite multimarca, non attraverso i monobrand Dixie, per una precisa strategia aziendale: al momento i clienti sono oltre 500 per Dixie, quasi tutti in Italia. la strategia distributiva per Please Kids è di puntare sul wholesale, soprattutto in Francia, Benelux, Cipro, Medio Oriente, con il mirino puntato sul prossimo importante mercato che il brand vorrebbe essere la Russia. Per Dixie invece di entrare sul mercato estero. Il fatturato del kidswear Imperial registra al momento il 10% all’estero, ma l’obiettivo è di arrivare nei prossimi due anni al 40 o 50%.

“Vorremmo aumentare la nostra fetta di mercato – commenta Aere – per diventare leader in questo settore: seguiremo lo stesso percorso che abbiamo intrapreso per l’adulto, ma certamente quello del kidswear è un mercato molto particolare, al tempo stesso interessante e stimolante. Sono contento di questa avventura e sono certo che sia per me necessario essere costantemente presente: il mio modello è quello del generale con le truppe, non si possono lasciare sole se si vogliono impegno e dedizione”.

In realtà Imperial dimostra impegno non solo per il proprio business, ma anche dal punto di vista più sociale dell’offerta di posti di lavoro: la produzione dell’abbigliamento per bambino in esempio è fatta interamente in Abruzzo, presso un’azienda rilevata dal curatore in una procedura di crisi. “Sono orgoglioso di dire – afferma Aere – che al momento diamo lavoro a 600 dipendenti in Italia”.

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