Mercato cinese: insistere, insistere, insistere

Mercato cinese: insistere, insistere, insistere

Non è più l’Eldorado improvvisamente scoperto anni fa, quando la cortina di ferro che separava la Cina dal resto del mondo cadde grazie, o a causa di, a un nuovo interesse per il libero mercato. Anche a Shanghai e Pechino è arrivata un po’ di crisi o, per meglio dire, ha iniziato a frenare una crescita che sembrava travolgente.

Il costo della vita è un po’ aumentato, i lavoratori hanno iniziato a reclamare più diritti, l’arrivo dei nuovi ricchi ha spostato in alto l’asticella della qualità richiesta ad abiti ed accessori, le aziende si sono adeguate investendo in tecnologia e uomini. Per farla breve della Cina che accolse Milano Unica meno di dieci anni fa è rimasto poco ed anche i numeri delle aziende italiane che partecipavano al salone sono calati, da vertiginosi che erano. Li ricorda Ruggero Rossi, della Rossi Lorenzo e Figli, che in Cina è sempre stato presente: “Eravamo tanti, il mercato era in crescita – spiega l’imprenditore, che nella prima giornata di salone ha ricevuto anche la visita del console Cecchi – ora invece restiamo in linea con le precedenti edizioni. Questa volta ci siamo presentati con la nuova collezione Challenge, con tessuti di cotone in mix con altre fibre come lana e seta che al momento della tintura ottengono una sorta di restringimento in 3D e devo dire che abbiamo campionato bene. Siamo soddisfatti di questo mercato, che per noi incide per il 15%”.

Molto movimento anche allo stand Milior, dove Marco Miliotti si divide le visite con gli agenti locali: “Questa fiera per noi ha sempre funzionato – spiega – anche se all’inizio partimmo fortissimi e poi abbiamo un po’ rallentato. Il mercato inizia a sentire la crisi per le minori vendite e se prima non si parlava mai del prezzo del tessuto al metro adesso è molto difficile riuscire a vendere qualcosa al costo di listino, negli ultimi due anni c’è stato un cambiamento sostanziale, anche se per fortuna i clienti cinesi rimangono seri nei comportamenti, affidabili e tra i pochi a sfruttare la fiera per lavorare e fare ordini, non per passare a salutare nello stand o guardare i campionari per poi farsi mandare i tagli in azienda e valutare”.

Ma l’Italia a Shanghai non è stata solo Milano Unica. Nel padiglione Europa di Intertextile tanti i nomi delle aziende italiane, con negli stand gli agenti insieme ai titolari: Cervotessile, Stylbiella con uno stand enorme, Anteprima, Bernini, Tessilstrona, Policarpo, Dino Filarte e New Age alcuni dei nomi presenti per presidiare un mercato in cui la parola d’ordine è “non mollare”.

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