Sei temi importanti
per la collezione F/W 22/23

Sei temi importanti <br> per la collezione F/W 22/23

di Rossano Bisio

Manca poco più di un mese a Milano Unica, qualche settimana in più a Première Vision, le grandi fiere campionarie internazionali del tessuto; è tempo di fare un riepilogo di quelli che paiono essere gli aspetti salienti di tendenza per quanto riguarda la collezione tessuti 22/23.

In questo piccolo sommario, ho preferito evitare di utilizzare titoli evocativi per affrontare la questione del “cosa mettere nella valigia del campionario”, a favore di uno stile più pragmatico; ho tentato di evidenziare con chiarezza quali possano essere i focus points, ovvero i denominatori comuni e ricorrenti tra i buyer che ho incontrato sino ad oggi per le pre-collezioni.

Vorrei innanzitutto mettere in rilievo che queste sei tendenze devono essere coniugate con gli attuali concetti imprescindibili di Eco-Sostenibilità, Inclusione, Attenuazione. Tre “buone pratiche” che, ispirandosi ai processi sociologici contemporanei, dovrebbero rappresentare la Stella Polare di ogni attività di progettazione, disegnatura e marketing.

Le sei Tendenze

1 – Sobrietà: nello spirito di “attenuazione” e “understatement” vorrei suggerire atteggiamenti alieni da enfasi e retorica. Nel nostro settore ciò potrebbe manifestarsi sia nella ridotta saturazione dei colori sia nella dimensione dei rapporti di disegno dove si dovrebbe ridurre tutto ciò che è considerato “over-size” e “over-decorated”. Mentre sto scrivendo, il mio pensiero va proprio alle atmosfere di colore e di ambiente che Cucinelli propone già da parecchie stagioni.

2 – Cappotto: è già da qualche tempo che se ne parla, ma il cappotto in lana non ha ancora terminato la sua parabola ascendente. Lo si dovrebbe pensare con meno disegnatura rispetto alla stagione precedente, previlegiando “anche”, ma non solo, delle mani più secche caratterizzate da armature “cover” e “cavallery”. Una chiara rappresentazione di questo stile può essere individuata nella presentazione di cappotti di Lemaire, iconico brand del Marais parigino.

3 – Sweater look: gusto di particolare attualità che si è già presentato in alcune passerelle della passata stagione; Alessandro Sartori lo ha interpretato in modo autorevole e magistrale nella sfilata milanese di Ermenegildo Zegna. Il gusto maglione è un fenomeno sociologico che si riverbererà anche nelle collezioni di tessuti ortogonali. Il lockdown ci ha costretti a trascorrere più ore presso la nostra abitazione e involontariamente ci siamo abituati a indossare capi più comodi e meno strutturati. Per ottenere questo gusto si potrebbe pensare ad armature maglina, doppia tela e giro inglese, abbinati a finissaggi mollettone e vaporizzo.

4 – Densità: un altro tema che mi sembra degno di interesse per la prossima stagione, legato alla densità dei tessuti. Nelle mie “capsule” sono andato a ripescare i compassi di vecchie gabardine e tricotine anni Settanta e le ho riproposte mantenendo una compattezza in pettine molto elevata. A differenza dei tessuti dell’epoca ho cercato di stabilizzarne l’altezza senza schiacciare più del necessario. Traccia visiva di ciò che intendo la si può trovare nella collezione EgonLab, brand parigino che sa mescolare punk urbano e sartoria, offrendo soluzioni raffinate dall’aspetto contemporaneo, accessibile, ribelle.

5 – Fondi Mossi: lo stile dei tessuti che si rifanno vagamente al mondo Hipster mi pare stia tramontando. Eviterei di insistere su giacche ed abiti caratterizzati da una disegnatura importante, suggerirei piuttosto di tentare disegnature semplici mono o bicromatiche, contraddistinte da fondi mossi che si possono ottenere da filati mouliné ottenuti da due capi di titolo diverso, di cui uno leggermente effettato a fantasia.

6 – Contrasto: molte aziende hanno investito in piattaforme digitali per la presentazione delle collezioni; inoltre, la tendenza all’acquisto dell’abbigliamento on line sembra essere in netto incremento. Sulla base di queste due considerazioni, ed in presenza di una riduzione di dimensione dei disegni, mi sembrerebbe di buon senso incrementare il contrasto di intensità fra gli elementi del tessuto, in modo da renderli meno “fusi” a favore di una maggiore leggibilità.

Molti degli elementi che caratterizzano i punti 5 e 6 si possono individuare nelle più recenti collezioni del marchio con sede in Louisiana, Negris LeBrum, il cui direttore creativo, Travis Hamilton, è stato ispirato da una travagliata storia d’amore iniziata negli anni ’40 tra una giovane donna creola francese e un uomo dell’upper class statunitense.

info@rossanobisio.com

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