Stop al BuzziLab…per ora

Stop al BuzziLab…per ora

Dove finisce l’attività didattica e comincia quella d’impresa conto terzi? Lo richiede all’Istituto Tecnico Buzzi di Prato la Corte dei Conti con il  braccio operativo della Guardia di Finanza e anche l’Ufficio Scolastico Regionale.

Il nuovo dirigente Alessandro Marinelli, che ha appena ricevuto il testimone da Erminio Serniotti, non ha potuto che sospendere l’attività del laboratorio. E la sospensione pare sarà almeno fino al prossimo 2 dicembre.

Il Laboratorio del Buzzi, il Buzzi Lab, è un’eccellenza del settore tessile: testa la qualità di tessuti e accessori moda sul fronte chimico e fisico e lo fa ovviamente per finalità didattiche, dato che gli studenti del Buzzi devono avere anche questa competenza, ma anche conto terzi, per le aziende italiane e straniere del settore moda che si affidano a questo centro d’eccellenza.

Proprio questa attività è finita nel mirino della Corte dei Conti dato che pare diventata con il tempo preponderante rispetto a quella didattica che invece dovrebbe essere la principale. In più, secondo la normativa scolastica scuola e attività conto terzi devono essere svolte con veste giuridica e bilanci distinti.

Irregolarità già rilevate dai revisori che hanno bloccato i bilanci degli ultimi due anni. Niente di tutto questo era trapelato prima che fosse disposta la sospensione delle attività. Oggi sappiamo che il 12 agosto l’Ufficio scolastico regionale della Toscana ha invitato il Buzzi ad “adottare le determinazioni che si rendono necessarie volte a ricondurre l’attività in questione su un piano di piena regolarità e legittimità”. Probabilmente ci sarà da decidere una nuova struttura giuridica del laboratorio e in attesa il preside Marinelli ha preso questa decisione in regime di “autotutela”, coinvolgendo immediatamente i cittadini e le istituzioni: è in programma per oggi un incontro tra il preside Marinelli e il sindaco Biffoni. Il preside ha già avuto colloqui con imprenditori pratesi e fiorentini e con il presidente del settore Moda di Confindustria Toscana Nord Andrea Cavicchi. i

La prima idea potrebbe essere la creazione di una Fondazione che metta al centro delle attività la didattica. Intanto la notizia ha suscitato le reazioni della città. Proprio Cavicchi invita a muoversi velocemente per non perdere le commesse e gli appalti in essere con i grandi marchi della moda, stando ben attenti a non mettere a rischio il laboratorio e i posti di lavoro, il know how e il prestigio guadagnato. Si è fatto sentire anche l’onorevole Giorgio Silli, deputato del gruppo misto e ex allievo: “Una follia sospendere l’attività del laboratorio conto terzi del Buzzi. Se vi sono delle irregolarità si faccia chiarezza ma chiudere un’eccellenza di questo tipo equivale a chiudere un ospedale. Bisogna tenere conto dei posti di lavoro e del bene del distretto. Chiederò lumi al ministero dell’istruzione non appena si sarà insediato il nuovo ministro”.

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