Il primo trimestre del 2026 ha lasciato un segno negativo alla voce “export” delle aziende dell’Alto Piemonte e quindi di Biella, Novara, Vercelli e del Verbano Cusio Ossola.
3,28 miliardi di euro il valore raggiunto, con una lieve flessione dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Ma è ottimo il dato del tessile e abbigliamento, settore che rappresenta il 32,5% dell’export totale dell’area e che segna un incremento del +6,5% a livello di quadrante, pur con stazionarietà nel biellese. In calo invece i macchinari.
Il risultato delle quattro province è però in controtendenza rispetto al quadro generale, che vede il Piemonte crescere del +2,8% e l’Italia del +1,3%. A registrare una flessione sono le due province con il peso specifico maggiore, ovvero Novara (-1%) e Vercelli (-4%), un andamento parzialmente mitigato dalle performance del Verbano Cusio Ossola (+5,1%) e di Biella (+4%).
Sul fronte geografico, i mercati dell’Unione Europea si confermano la destinazione principale, assorbendo il 61,3% delle vendite, con un incremento del +3,6%, mentre l’andamento dell’export verso i Paesi extra-UE risulta in calo (-7,1%).
Germania e Francia mantengono la leadership di principali partner commerciali per quasi tutte le province, con alcune differenze a livello locale.
“C’è un Alto Piemonte che viaggia a due velocità – dice Angelo Santarella, presidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte – e che risente direttamente delle complessità geopolitiche e della frenata di alcuni mercati tradizionali. In questo scenario il ruolo della Camera di Commercio diventa ancora più centrale: non siamo solo osservatori, ma partner attivi delle imprese. Attraverso percorsi di formazione specialistica, digitalizzazione, supporto nella certificazione e orientamento verso nuovi mercati, grazie anche all’azione dell’Azienda Speciale Fedora, il nostro obiettivo è consolidare i punti di forza del territorio e offrire strumenti concreti alle filiere più esposte, lavorando per ridurre i divari interni e agganciare stabilmente la ripresa complessiva”.
A Biella le esportazioni hanno un segno positivo (+4%) per un totale di circa 468 milioni di euro.
Il tessile si mantiene in pareggio (+0,2%) grazie alla tenuta dei filati (-0,1%) e al buon andamento dei tessuti (+6%), che compensano il calo degli altri prodotti tessili (-10,4%). L’abbigliamento vola a +41,8%.
A livello di destinazioni l’Europa è in calo (-2%), mentre fuori dai confini continentali il dato è di crescita (+9,8%), trainato da Cina (+40,5%), Stati Uniti (+39,9%) e Svizzera (+23%).
Anche a Novara c’è stato un balzo in avanti per i prodotti tessili e abbigliamento (+28,7%), mentre a Vercelli l’effetto è completamente opposto: nel -4% generale incidono il tessile e l’abbigliamento, in discesa del -9,1% (con i prodotti tessili a -12%).







