Un angolo, e neppure piccolo, di soluzioni, idee, tecnologia e ricerca: Denim Première Vision non è stato solo tessuto o filato ma anche innovazione, affidata ad una serie di aziende arrivate a Milano con le loro ultime novità.
Una di queste, Soko, ha portato in fiera una serie di soluzioni chimiche sostenibili per cercare e proporre collaborazioni strategiche. La prima è Soko Shadow progettata per creare un effetto di tintura sofisticato tendente al vintage. Si deposita naturalmente attorno a cuciture e tasche eliminando la necessità di utilizzare sostanze chimiche di scarico pericolose. Poi Hydrogel, un composto all-in-one che racchiude in un unico prodotto tutti gli ingredienti necessari per un effetto stone-wash di qualità premium, riduce i tempi di processo fino al 50%, può far risparmiare l’85% di acqua e non richiede passaggi intermedi, risciacqui o dosaggi multipli.
Infine Frost, alternativa alla pietra pomice e al permanganato di potassio. Per il debutto a Denim PV Soko ha anche pensato a “Three collections. One vision”, un’installazione immersiva (tre capsule collection) che nasce da una triade creativa con Adriano Goldschmied e Pioneer Denim. Presentata in anteprima anche la capsule collection “The Denim Project” sviluppata in sinergia con Arvind, che ha utilizzato le tecnologie di finissaggio di Soko come Hydrogel e Lumia.
Presenza milanese più abituale ormai quella di XLANCE, che al Superstudio Più ha presentato i risultati di uno studio d’avanguardia condotto in collaborazione con Centrocot, dimostrando come la propria fibra superi i limiti della tecnologia elastica tradizionale per garantire capi destinati a durare per sempre. Con Centrocot è stata definita una metodologia di prova mirata a simulare alcune sollecitazioni riconducibili all’uso ripetuto di un capo in denim e a valutare come la fibra XLANCE reagisce e performa, confrontandola con uno spandeax tradizionale in cicli di manutenzione intensivi con 30 lavaggi domestici e asciugature in tumbler e in trattamenti di flessione e test di stretch sui campioni post-lavaggio per valutare la memoria elastica e la resistenza alla deformazione.
Alla fine le performance di XLANCE sono risultate nettamente superiori a quelle dello spandex. Forte di questi risultati l’azienda ha presentato anche la nuova fibra bio-circolare ottenuta dall’olio vegetale esausto recuperato dai circuiti della ristorazione professionale e trasformato in un polimero hi-tech.
Infine l’altra presenza storica a Denim PV, Tonello, che ha puntato sulla collezione Denim Illusion, un solo apparente jeans sbiadito, vissuto, segnato dal tempo ma in realtà tutt’altro tessuto oggetto del finissaggio con DyeMate: i capi vengono tinti in indaco attraverso un processo controllato a bassa temperatura, creando una base uniforme che reagisce in modo naturale ai trattamenti successivi. Accanto ai capi indaco, la collezione include anche capi pronti per tinta trattati con Sulfur Essence, un processo in cui coloranti allo zolfo e indaco si combinano per ricreare l’aspetto del denim scaricato e sovratinto.
Con The Laser 2.0 poi Tonello ha ricreato effetti di graffiatura realistici, segni di usura, baffi e pieghe; l’ozono completa il trattamento: il processo brevettato OBleach consente di ottenere autentici effetti bleach senza l’uso di sostanze chimiche pericolose, mentre l’ozono statico, attraverso l’armadio O-Zone, crea scoloriture localizzate, effetti sunfading e degradé, donando profondità e movimento a ogni capo.







