Operazione a ampio raggio in Toscana per sottrarre rifiuti tessili al circuito illegale di smaltimento: alla fine oltre 645 tonnellate di materiale sono finite sotto sequestro: 332 trovate in 10 container all’interporto di Guasticce, in provincia di Livorno, e altre 313 in un’azienda di Montemurlo, nel pratese.
La Procura della Repubblica di Livorno ha messo in piedi l’operazione, condotta dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale dei carabinieri forestali di Prato insieme ad Arpat, Nucleo Ispettorato del Lavoro e Agenzia delle Dogane.
A Guasticce sono stati sequestrati 444 colli pressati con reggette di plastica, destinati fuori Europa. Tutto è nato però da un’inchiesta partita nel 2023 da un controllo congiunto eseguito in una ditta tessile di Montemurlo. Tra i prodotti sequestrati in un primo momento rifiuti tessili e anche mascherine chirurgiche. Poi l’indagine si è allargata fino ad arrivare al porto di Livorno e ai container.
I materiali sono stati trasportati dall’interporto di Guasticce alla sede dell’azienda a Montemurlo e poi inviati in impianti autorizzati. Dopo queste operazioni l’azienda di Montemurlo è stata dissequestrata e l’attività produttiva è ripresa regolarmente.
Foto d’archivio







