Il tessile pratese piange un veterano

Una vita vissuta in azienda, è il caso di dirlo dato che fino a pochi giorni fa Piero Cavicchi, 92 anni, aveva fatto un salto ‘in ditta’, come si dice a Prato. Una lunga vita conclusa questa mattina, dopo un paio di giorni in ospedale per alcune complicazioni dovute ad una polmonite che a gennaio lo aveva un po’ debilitato.

Piero Cavicchi è uno dei pionieri del distretto, fondatore insieme a Carlo Alberto Nistri della Furpile, nata nel 1973 per produrre e vendere tessuti a pelo, negli anni affermata presenza nei mercati di Europa, Asia ed Usa, e diventata un gruppo, di cui fanno parte le aziende Filtrade, Furpile Moda e Furpile Idea.

Prima della Furpile, fin da ragazzo, Piero ha dimostrato grande intraprendenza, studiando alcune lingue straniere quando non era così diffuso: inglese, francese, tedesco e perfino il russo. Dopo un’esperienza da militare alla base Nato di Napoli, nel Dopoguerra Piero torna a Prato e lavora per Albini e Pitigliani (proprio occupandosi del mercato tedesco conobbe a Brema Gisella, che sarebbe poi diventata sua moglie), poi per il gruppo Becagli, che all’epoca era una delle realtà manifatturiere più grosse del distretto pratese, fino a diventare imprenditore insieme a Nistri.

Personalità intelligente e divertente, lascia il segno nella storia dell’industria pratese che potrà salutarlo, insieme ai figli Andrea e Susanna, alle cappelle della Misericordia, mentre i funerali sono fissati per mercoledì 17 giugno alla chiesa della Sacra Famiglia.

Il sindaco Matteo Biffoni e l’amministrazione comunale hanno espresso il cordoglio per la scomparsa di Cavicchi: “Perdiamo uno dei pionieri della tradizione tessile della città, un innovatore e una colonna portante del sistema produttivo”.

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