Il 2026 era iniziato bene per l’industria biellese ma gli imprenditori del territorio vedono nubi nere all’orizzonte, ovvero tra luglio e settembre. L’indagine congiunturale realizzata dall’Unione Industriale Biellese rispetto alle previsioni sul terzo trimestre 2026 registra infatti un generale aumento del pessimismo.
Il saldo fra pessimisti e ottimisti dice che per l’occupazione è sceso a 8,1% dal 13,5% di giugno, per la produzione addirittura a -7,4% dal 7,5%, per gli ordini a -6,7% da 2,3% e per la redditività a -12,6% da -9,8%.
“Ad essere particolarmente negative – dice Paolo Barberis Canonico, presidente di Uib – sono le aspettative sulla produzione, che si riflettono sul raffreddamento delle prospettive sugli ordini e rallentano l’andamento previsto sull’occupazione. Questo sentiment deriva da una congiuntura internazionale complessa e segnata dall’incertezza; l’ottimismo si nutre di fiducia e, oggi, invece, sono molte le variabili che generano più dubbi che certezze. Penso, in primis, al costo dell’energia. Più in generale, serve un sistema che possa supportare, o per lo meno non ostacolare, il fare impresa, nella consapevolezza che l’industria è il motore dello sviluppo economico e del benessere dei territori”.








