Anche in questa edizione ho avuto il piacere e l’onore di firmare il concept e curare la capsule collection “Made in Filo” per l’edizione 66, partendo dall’ispirazione del tema “Botanica” che ho ideato alcuni mesi fa. A riflettori spenti, è sempre un’emozione riflettere su come un’idea astratta e concettuale si sia trasformata in materia tangibile, in un percorso che ha dato vita a tessuti straordinari partendo dai filati delle collezioni degli espositori.
Il concept Botanica e il valore della filiera
Il progetto nasce dall’osservazione del mondo vegetale e del paesaggio, esplorati nelle loro molteplici sfaccettature. In sostanza, la “capsule collection” è la trasposizione in tessuto di questa visione naturale. Un risultato che non sarebbe mai stato possibile senza la preziosa e insostituibile collaborazione di tutti quegli attori fondamentali che espongono in fiera: i filatori, i finissaggi, le tintorie, i controlli qualità, le tessiture e i ricamifici. Insieme, abbiamo articolato la collezione in tre grandi mondi estetici e tattili.
Spontanea: la naturalezza del giardino all’inglese.
Il primo tema, Spontanea, è un elogio alla semplicità e alla natura incontaminata. Per questa sezione ho scelto di utilizzare filati molto semplici e lineari, accompagnati da disegni minimali. L’effetto finale e la mano dei tessuti restituiscono una naturalezza che ricorda da vicino le libere asimmetrie del prato spontaneo e l’estetica del giardino all’inglese, dove l’apparente casualità nasconde una purezza materica assoluta.
Espansa: i rigori e la ricchezza del giardino all’italiana
Con Espansa abbiamo cambiato registro, spostandoci verso un’estetica più strutturata e ricca. In questo tema mi sono riferito alle geometrie e alle prospettive del giardino all’italiana, reinterpretate attraverso un gusto tipicamente “Chanel”. Qui i materiali diventano molto sofisticati dal punto di vista visivo: filati elaborati, lavorazioni complesse e texture mosse che offrono un’eleganza classica e una profonda ricchezza sartoriale.
Ibridata: tra natura e pura sperimentazione
Il terzo tema, Ibridata, rappresenta la sintesi tra il mondo organico e l’avanguardia tecnologica. Per queste proposte ho voluto spingere sulla ricerca materica e visiva, ricorrendo a lavorazioni molto particolari. Abbiamo impiegato stampe inkjet con sorprendenti effetti tridimensionali, spalmature materiche, delicati effetti acquarello e l’applicazione di membrane speciali. È un tema che guarda al futuro delle superfici tessili, dove la natura si fonde con la chimica e la tecnologia.
Un tributo “Botticelliano”
A coronamento di questo viaggio tra i filati, vorrei dedicare una menzione particolare a un pezzo che riassume l’anima artistica di questa edizione: un grande arazzo (nella foto) realizzato con la storica tecnica “Gobelin”. Questa complessa creazione riproduceva fedelmente l’immagine di ispirazione “Botticelliana” che ha caratterizzato la campagna ADV della fiera, unendo tecnica contemporanea, rispetto per la tradizione tessile italiana e sensibilità artistica.
Ancora una volta, “Made in Filo” dimostra come la sinergia corale tra visione creativa e l’eccellenza della filiera manifatturiera possa generare un prodotto autentico. Un invito a continuare a far dialogare innovazione e tradizione.
Rossano Bisio






