Tralicci energia elettrica

Pressione sul distretto per i costi, Cna Toscana Centro preoccupata

Gli aumenti dei costi di gas ed energia elettrica allarmano anche Cna Toscana Centro, che lancia l’allarme per il distretto pratese.

Il gas a +130% e l’energia elettrica a +86% in sette mesi mettono a rischio soprattutto le piccole imprese e i contoterzisti: questo il quadro tracciato da Cna Toscana Centro prendendo spunto dai principali indicatori energetici.

“Gli aumenti, specialmente per il mondo dei contoterzisti, sono oramai fuori controllo – afferma Francesco Viti, presidente dell’Area Pratese di Cna Toscana Centro – e stiamo parlando di piccole imprese che non raggiungono la soglia per arrivare ad ottenere gli incentivi come energivore. Quindi gli aumenti sono reali e uniti alla crescita delle tasse. Siamo in una condizione assai più complessa rispetto al 2022 perché, all’epoca, la richiesta del mercato era molto alta mentre adesso siamo su livelli inferiori e, di conseguenza, è ancora più difficile non andare a far pesare i costi aggiuntivi sui clienti finali. Chi soffre di più sono sicuramente le rifinizioni e le tintorie, perché hanno un consumo elevato sia di energia elettrica che di gas; si tratta, tra l’altro, di imprese che nel corso degli anni hanno investito in efficientamento energetico con l’installazione di pannelli fotovoltaici e, adesso, si trovano in grande difficoltà. Non a caso, purtroppo, già da gennaio si stanno registrando numeri preoccupanti di chiusure di piccole imprese che non riescono più a sostenere queste spese”.

“Questa situazione – dichiara Luca Benedetti, presidente di Federmoda CNA Toscana Centro – si inserisce in una fase già estremamente delicata per tutto il comparto moda e tessile. Le imprese stanno affrontando il rallentamento della domanda, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, oltre a una crescente difficoltà di accesso al credito. Il rischio concreto è quello di compromettere la competitività della filiera. È fondamentale intervenire rapidamente con misure strutturali che consentano alle aziende di recuperare margini, sostenere gli investimenti e accompagnare la transizione energetica e digitale, evitando che siano proprio le realtà più piccole e virtuose a pagare il prezzo più alto di questa congiuntura”.

“È una tenaglia – aggiunge il presidente di Cna, Dario Costantini – che riduce i margini, frena gli investimenti e rischia di indebolire il tessuto produttivo: le imprese non chiedono scorciatoie, ma condizioni eque per lavorare, investire e creare occupazione. Servono credito accessibile, energia a costi sostenibili, strumenti di garanzia efficienti e politiche costruite ascoltando l’intero mondo produttivo. Su questi obiettivi Cna continuerà a far sentire con forza la voce degli artigiani e delle piccole imprese”

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini