Alessandro Barberis Canonico
Un ottimista con esperienza

Alessandro Barberis Canonico <br> Un ottimista con esperienza

Alessandro Barberis Canonico è da fine maggio il nuovo presidente di IdeaBiella, amministratore delegato della Vitale Barberis Canonico, azienda che produce tessuti d’alta gamma dal 1663. Già vicepresidente, riceve questo incarico da PierLuigi Loro Piana e proprio a questo passaggio del testimone è dedicata la prima domanda.

Presidente, ha ricevuto un’eredità ‘pesante’ dato il nome e l’esperienza di chi l’ha preceduta: come sta vivendo queste prime settimane di mandato e come ha trovato IdeaBiella?
Innanzitutto devo dire che sono gratissimo a Loro Piana per l’impegno che in questi dieci anni ha speso alla testa di Ideabiella, sacrificando molto tempo e moltissime energie. Credo che sarà difficile eguagliarlo. Durante la sua presidenza, nonostante le difficoltà congiunturali generali e specifiche del settore, Ideabiella è rimasta importante: il numero delle associate è per lo più stabile, attualmente ne fanno parte 65 aziende, poche meno degli inizi. Per quanto mi riguarda, in questa fase sta studiando i meccanismi e imparando molto: nonostante fossi già vicepresidente, adesso le responsabilità sono maggiori e anche le partecipazioni: ad esempio sarà importante l’osservatorio offerto dal far parte del consiglio di Milano Unica, che certo mi consentirà un’interessante visione generale.

Quali degli obiettivi di Loro Piana intende continuare a perseguire e quali invece caratterizzeranno più propriamente la sua presidenza?
Credo che gli obiettivi non siano personali: Ideabiella aveva alcune caratteristiche quando il mercato aveva una certa forma; il mercato sta cambiando e Ideabiella deve cambiare. Credo che la mission più importante della mia presidenza sarà capire quali sono le esigenze delle aziende. Questo processo di comprensione e conseguente adeguamento dell’attività dell’associazione ovviamente è già in moto e sono contento che la squadra della presidenza sia quella che è, fatta da personaggi validi.

Ha già in mente quale può essere una delle maggiori esigenze delle aziende biellesi adesso?
Oggi le aziende di Ideabiella e quelle di Milano Unica in generale vogliono fare promozione, vogliono essere più riconosciute e i più vicine al mercato finale. E in questo Ideabiella le sostiene. Del resto in questa direzione vanno anche le tre fiere. Milano Unica nella sua versione ‘tradizionale’; l’appuntamento in Cina dove le nostre aziende si pongono vicine all’abbigliamento di lusso d’alta gamma proprio per far percepire al consumatore questo legame; e infine New York. Ideabiella ha spinto per realizzare questo appuntamento in America. Non solo per incontrare i clienti che già le nostre aziende conoscono, ma anche per far capire che fanno parte di un sistema tessile che fa le stoffe più belle al mondo, con grande creatività e grande qualità. Ci preme far capire al cliente finale che gli abiti migliori al mondo sono fatti con stoffe biellesi. Le aziende vogliono questo e credo che sia legittimo da parte loro. In questo senso Smi ci sta aiutando perché sta lavorando per presentare insieme la filiera, le aziende a monte e quelle a valle. E non dimentichiamo l’aiuto del Governo che Calenda annunciò proprio in occasione di Pitti Uomo.

Si parla di filiera e di provenienza dei tessuti, impossibile non far riferimento al discorso della tracciabilità e della sua ancora lontana regolamentazione europea.
Speriamo che la politica risolva certi problemi per il bene delle imprese e dei consumatori. Intanto cominciamo a fare la tracciabilità in casa nostra, presentandoci insieme al confezionista e garantendo alti standard di lavorazione.

I soci di IdeaBiella presentano sempre ottimi andamenti, ma sono la punta di un iceberg che esce da un periodo molto difficile: qual è la situazione del settore e del distretto biellese?
Alcuni segnali positivi sono già stati rilevati a settembre dell’anno scorso: gli ordini erano migliorati (anche +10% nel portafoglio ordini) e nei mesi successivi la raccolta ordini ha avuto un buon andamento. Oggi il panorama è positivo grazie al dollaro più forte che favorisce l’export e grazie al fatto che gli Usa sono un mercato in discreto recupero. Anche il Nord Europa va bene e questo è positivo perchè queste due zone del mondo sono sinonimo di acquisti di fascia alta. I due nei sono la Cina che ha avuto il problema dell’erosione dei consumi di lusso e Hong Kong, da dove percepiamo qualche segnale di miglioramento, ma purtroppo le ricadute sono lente. Comunque anche nell’ultima rilevazione congiunturale del distretto biellese export e fatturati sono registrati in crescita rispetto all’anno scorso.

Si parla di fine della recessione: condivide anche lei questa sensazione e cosa si può fare per consolidarla?
Il tessile è abituato a non avere costanza di comportamenti. Oral’euro è debole e il mondo sta andando bene. Per il prossimo anno credo che le cose andranno bene. Previsioni più lunghe sono difficili. Certamente questo è il momento per fare investimenti: sul prodotto, sui nuovi mercati, sull’alta qualità e sul servizio. Cose che gli imprenditori biellesi facevano già e sulle quali devono perseverare, anche attraverso le fiere: New York è una spesa importante, ma anche le aspettative sono alte. Penso positivo, mi definirei un ottimista con esperienza.

Riprendiamo proprio la trasferta di Milano Unica a New York per sbrogliare un pettegolezzo: ci credete davvero o è solo una mossa politica per non lasciarsi staccare da Premiere Vision?
Ideabiella e Milano Unica fanno la loro strada senza guardare all’esterno (neanche a Première Vision) perché devono fare il bene e l’interesse dei loro soci. L’interesse delle aziende è incontrare il loro cliente (quello intermedio) nei momenti giusti della stagione. Per farlo le fiere sono importanti, per razionalizzare costi e tempi. Ci sono molte aziende che non partecipano a Première Vision perché vedono i clienti a Milano Unica, era stato manifestato interesse per Shanghai e New York e Milano Unica ha risposto. Il mondo è dinamico: non possiamo pensare che se in un certo posto c’è una fiera là resterà per sempre: magari fra cinque anni avrà senso essere in una parte di mondo diversa. Si torna al discorso iniziale: il ruolo di Ideabiella è capire i mutamenti e adeguarsi.

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