Si chiama Casa Manteco il cuore nuovo e stiloso dell’azienda pratese, che da domani diventa patrimonio di tutti grazie all’apertura agli addetti ai lavori, che siano studenti, stilisti, giornalisti o clienti.
Chiunque voglia entrare nella storia, ma anche nel futuro, di Manteco ha adesso a disposizione un percorso fatto di tradizione, ricerca, immagine e stile diviso in sei aree, ognuna indipendente nella sua funzione ma complementare alle altre: Archivio, Sala Tessuti, Galleria, Giardino, Circularity Lab e Studio.
Un’intera area del complesso Manteco adibita al racconto, all’accoglienza degli ospiti e alla ricerca dove i tempi si coniugano al passato, al presente e al futuro: “Con Casa Manteco – dice Matteo Mantellassi, anfitrione col fratello Matteo e col padre Franco – abbiamo voluto dare un segnale importante al tessile ed al Made in Italy in un momento un po’ difficile per il settore. Abbiamo tanto da raccontare ed in un’epoca molto digitalizzata diamo un esempio tangibile, materiale, tattile. E’ uno spazio aperto a tutti, compresi i dipendenti con le proprie famiglie”.
La Galleria e la Sala Tessuti sono frutto di un lavoro comune con FormaFantasma, uno studio milanese di design che ha collaborato con Manteco anche negli anni scorsi e che ha contribuito all’esperienza immersiva progettando arredi e metodi di esposizione. E’ nata una Galleria che con teche, mensole, video e arredi racconta la storia di Manteco dagli anni ’40 di nonno Anacleto Enzo alle evoluzioni attuali, ben visibili nella Sala Tessuti, dove un ovale di di tessuti circonda il grande tavolo dove sono esposte alcune delle collezioni iconiche dell’azienda.
L’Archivio è stato, nel 2018, il precursore dell’apertura di Manteco al resto del settore: un antico filatoio adibito a luogo di studio, lavoro, incontro e spettacolo con più di 100.000 campioni raccolti con ipnotico ordine. Di fronte il Giardino, con piante autoctone della Toscana, altro esempio di attaccamento al territorio: “Vogliamo rimanere toscani, non solo con un indotto di collaboratori che non supera i dieci chilometri di distanza dall’azienda ma anche nel modo di proporsi o investire, come dimostra l’acquisizione di Casentino Lane fatta negli anni scorsi” spiega Marco Mantellassi.

Di fronte alla Sala Tessuti si apre il Circularity Lab, dove i più moderni macchinari per il controllo qualità condividono gli spazi con i cenciaioli, storiche figure del distretto pratese: da una parte c’è la cernita degli abiti, divisi per tipologia e colore e a pochi metri il ciclo si chiude con la realizzazione del filato dopo aver toccato tutti i passaggi che hanno fatto la storia del riciclo nei secoli.
Infine lo Studio, dove nascono le collezioni e dove il calendario segna già 2028: qui prendono vita i tessuti che poi saranno mostrati alle varie fiere. Il lavoro si concentra sulla prossima edizione di Milano Unica a luglio, più difficile che il tutto arrivi a Première Vision, dove Manteco potrebbe mancare per la seconda volta consecutiva.
Da domani Casa Manteco sarà patrimonio del distretto: visitabile su richiesta sarà al tempo stesso salotto, aula scolastica, biblioteca, enciclopedia, esperienza tattile ed anche relax, tra piante profumate e sfondi dagli abbinamenti cromatici eleganti e geometrie perfette.







