C’è una luce, neppure troppo flebile, all’orizzonte dell’industria biellese, almeno stando all’indagine congiunturale realizzata dall’Unione Industriale Biellese: le previsioni degli imprenditori per il secondo trimestre del 2026 sono improntate ad un miglioramento di gli indicatori tranne la redditività.
Il saldo fra pessimisti e ottimisti vede un 13,5% per l’occupazione (era 11,1% lo scorso trimestre),, un 7,5% per la produzione totale(era 1,5%), un 2,3% per gli ordini (da 0,7%) e un -9,8% alla voce redditività (era a -1,5%).
Come spiega il presidente di UIB Paolo Barberis Canonico: “In generale il sentiment è in miglioramento. Le aspettative sulla redditività sono l’indice dell’enorme sforzo da parte delle imprese per reagire con risorse proprie alla grande instabilità degli scenari geopolitici ed economici internazionali con la spada di Damocle dei costi energetici in salita. A ciò si aggiunge il blocco sulla fornitura di prodotti chimici di base, con aumenti vertiginosi e istantanei, oltre alla scarsa disponibilità degli approvvigionamenti che inizia a verificarsi. In una congiuntura così complessa è più che mai urgente e necessario un intervento a supporto delle imprese, in cui la politica industriale venga messa in primo piano dal governo nazionale ed europeo”.







