Euratex ha accolto con favore il discorso sullo stato dell’Unione pronunciato ieri dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e in particolare il suo riconoscimento della necessità che l’Europa riequilibri il commercio sleale, riduca la burocrazia e rafforzi la propria autonomia industriale e strategica.
Quello che chiede adesso la confederazione è che la Commissione e gli Stati membri traducano questi impegni in azioni concrete a favore della filiera tessile e dell’abbigliamento. E’ piaciuto meno invece il fatto che la competitività industriale abbia ricevuto un’attenzione relativamente limitata in un discorso altrimenti di ampio respiro. Così Euratex esorta la Commissione ad accompagnare gli impegni politici con un pari senso di urgenza in materia di competitività industriale e a porre i settori manifatturieri, come quello tessile, più saldamente al centro della propria agenda nei mesi a venire.
“L’Europa non può costruire una difesa forte, guidare la transizione verde e quella digitale, né proteggere il proprio modello sociale su una base industriale in declino. La competitività non è solo un capitolo del progetto europeo: è il fondamento su cui si basano tutti gli altri; quando riusciamo a gestirla correttamente, tutto il resto diventa possibile” dice il dg Dirk Vantyghem.
Euratex ha condiviso anche la valutazione di von der Leyen secondo cui il crescente deficit commerciale dell’UE con la Cina (1 miliardo di euro al giorno) ha raggiunto un punto di svolta. Chieste quindi misure concrete di difesa commerciale, tra cui un’applicazione più rigorosa delle norme doganali e un monitoraggio delle importazioni di prodotti tessili. Accolto con favore l’impegno a ridurre gli oneri amministrativi e a stringere un “patto contro il gold-plating” con gli Stati membri, perché le aziende tessili sono colpite in modo sproporzionato dall’attuazione nazionale, spesso sovrapposta e divergente, delle norme UE, e una vera semplificazione migliorerebbe in modo significativo la loro competitività.
Altra richiesta riguarda il prossimo quadro finanziario pluriennale e la necessità di un sostegno specifico per l’industria tessile, per il suo ruolo di settore manifatturiero strategico per le transizioni verde, digitale e della difesa in Europa.
Bene anche l’annuncio del Presidente relativo a un nuovo “Strumento europeo per i fattori abilitanti strategici” volto a rafforzare le capacità di difesa europee perché i tessili tecnici e legati alla difesa costituiscono parte integrante della base industriale della difesa europea.
Sul fronte dei partenariati internazionali c’è interesse per la proposta di von der Leyen di approfondire le relazioni UE-Canada, su quello della formazione e delle competenze ok alla nuova iniziativa mediterranea per l’occupazione dei giovani.
Foto di Guillaume Périgois su Unsplash







