Un poker per il tessile riciclato

Un poker per il tessile riciclato

Confindustria Toscana Nord, Astri, BuzziLab e Consorzio Italiano Detox fanno squadra per promuovere, valorizzare e migliorare le normative sul tessile riciclato.

I quattro protagonisti dell’accordo hanno firmato un protocollo per far adottare normative adeguate o modificare le esistenti, collaborando con le istituzioni nazionali ed europee, con lo scopo di creare un sistema in cui le imprese possano operare in un contesto di vera economia circolare. In più si vuol favorire anche il recupero e il riutilizzo degli scarti tessili, finalità già da tempo perseguita da ciascuno di questi soggetti.

“Confindustria Toscana Nord, raccogliendo la precedente esperienza dell’Unione Industriale Pratese – commenta Andrea Cavicchi, che presiede la sezione Sistema moda dell’associazione oltre che il consorzio Detox – ha nella promozione del tessile riciclato uno dei suoi riferimenti strategici più consolidati. Questo accordo sancisce l’inizio di una collaborazione tra i soggetti di riferimento per il settore tessile rigenerato”.

“La firma di questo protocollo – sostiene Fabrizio Tesi presidente di Astri – è importante per Astri, un riconoscimento del lavoro svolto in questi due anni di attività e dell’impegno dell’associazione per la promozione del tessile riciclato. È un momento strategico per il nostro distretto e per il lavoro che facciamo: siamo un esempio unico di economia circolare, ancora poco conosciuto. Ma tutti insieme possiamo riuscire a far arrivare le nostre istanze ai tavoli di lavoro dove si sta decidendo il futuro del settore. Abbiamo molte questioni sulle quali lavorare e abbiamo messo a disposizione la nostra competenza”.

Per Giuseppe Bartolini di BuzziLab il contributo del laboratorio sarà, come sempre, orientato al supporto tecnico-scientifico relativo alla corretta descrizione e definizione dei materiali e dei processi e alla verifica delle caratteristiche chimiche della filiera tessile dei prodotti tessili rigenerati.

Attualmente fra riutilizzo di materiali post consumo (abiti usati) e di scarti tessili Prato lavora 120.000 tonnellate di fibre, che vengono così sottratte al ciclo dei rifiuti e generano fatturato nella misura di 1,2 miliardi di euro l’anno. La quota di maggior pregio è costituita dalle fibre di lana e di peli fini, che coprono il 7%/10% del totale.

Nella foto, da sinistra, Sauro Guerri e Fabrizio Tesi di Astri, Andrea Cavicchi, Giuseppe Bartolini di BuzziLab.

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