Un’industria senza picchi
e col tessile in calo

Un’industria senza picchi <br> e col tessile in calo

Qualche ombra, poche luci e un andamento sostanzialmente in linea col 2014 per l’industria comasca, con l’andamento degli ordini interni in maggio che è tornato poco sotto la soglia della parità e sui medesimi livelli misurati un anno fa. L’indagine rapida di Unindustria Como ha evidenziato che, dopo un autunno in calo, il dato sugli ordini da clienti italiani è migliorato sensibilmente in aprile, per essere sostanzialmente confermato in maggio.

La domanda interna, dopo forti cadute, ha preso vigore nei primi mesi del 2014, per poi ridursi dal maggio dello scorso anno fino a fine anno. La domanda ha poi ripreso quota in aprile, ritornando, come detto sui valori di un anno fa. Nella rilevazione di maggio, invece, si misura un nuovo calo, seppur non marcato. Il saldo tra chi rileva un aumento (23,3%) e chi una diminuzione (32,3%) è quindi peggiorato rispetto all’ultima rilevazione, mentre rimane costante la quota di aziende con ordini stabili. La diminuzione riguarda soprattutto le aziende del settore tessile.

Scongiurato quindi il brusco rallentamento fatto registrare nei mesi scorsi, l’industria comasca ritorna sui discreti livelli registrati un anno fa. Per quanto concerne gli ordini dai mercati esteri, il saldo delle risposte continua ad essere positivo: il 30% del campione dichiara aumenti degli ordini mentre il 26,4% un calo, il saldo tra le risposte è pertanto di poco positivo. L’attività produttiva in aprile è in miglioramento per il 28,1% del campione, invariata per il 49,6% e cala per il restante 22,3%. A livello congiunturale, il fatturato in aprile è salito per un terzo delle imprese (36,0%), stabile per il 27,2% e in diminuzione per il 36,8%. L’analisi degli ordini in portafoglio (in linea con quanto rilevato nelle ultime rilevazioni), combinata con la rilevazione degli ordini già acquisiti fa presagire che il prosieguo fino ai mesi estivi dovrebbe essere leggermente positivo o al limite stabile, non si prevedono ulteriori cadute (a meno di agenti esterni).

Soffrono maggiormente le imprese di dimensioni minori e più di un’impresa su due, (55%) deve affrontare delle insolvenze tra la propria clientela.

“Il calo fisiologico degli ordini interni registrato in maggio rispetto al precedente mese di aprile, in particolare nel settore tessile, ci rammenta che la ripresa non è ancora un fatto certo e definitivo – afferma il Presidente di Unindustria Como, Francesco Verga – seppure ci conforta rilevare che gli ordini dall’estero sono ancora positivi e le previsioni non prevedono ulteriori cadute. Certo nessuno è in grado di prevedere le conseguenze per la nostra economia della prova di forza in atto tra le istituzioni europee ed il Governo di Atene e di un trend mondiale rallentato, ma è altrettanto certo che deve arrivare, insieme a questa caldissima estate, anche la stagione delle riforme. Abbiamo visto come i decreti contenuti nel Jobs Act e gli sgravi introdotti dalla legge di stabilità abbiano stimolato positivamente all’occupazione. Il nostro auspicio è che anche il Programma Italiano per le Imprese e la Competitività che ha appena ricevuto il via libera da Bruxelles inauguri una nuova stagione delle riforme che mettano al centro l’impresa”.

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