Un treno che si chiama desiderio. Fin troppo facile cambiare il titolo del famoso film con Marlon Brando parlando del progetto di elettrificazione e velocizzazione del tratto Biella-Novara, per il quale l’Unione Industriale Biellese continua a chiedere una svolta.
La priorità, individuata e concordata più di dieci anni fa da tutti gli stakeholder del territorio, pubblici e privati, attraverso il Tavolo costituito ad hoc, come sviluppo conseguente all’elettrificazione della Biella-Santhià, è rimasta tale nella teoria ma non nella pratica.
Lo scopo dell’elettrificazione e della velocizzazione della linea è consentire collegamenti diretti e più rapidi da e per Milano, rendendo il treno un’alternativa efficiente e più sostenibile rispetto all’auto privata per gli spostamenti quotidiani.
Con la Regione Piemonte e con tutti gli attori coinvolti nel tavolo è stato condiviso un percorso per fasi, sapendo che sono necessarie risorse economiche molto rilevanti. Entro aprile 2026 la Regione Piemonte avrebbe dovuto restituire il progetto, elemento necessario per avviare un confronto concreto e programmare i passi successivi. Nel frattempo sono aumentati i costi. Il Tavolo Ferrovie Biellesi, che vede la Provincia come capofila, ha più volte sollecitato aggiornamenti sul progetto, ma ad oggi non è pervenuto alcun riscontro.
“La realizzazione di un sistema riqualificato per le due linee che punta prima di tutto all’istituzione di treni diretti non solo verso Torino ma anche verso Milano – dice il presidente di UIB Paolo Barberis Canonico – è un intervento fondamentale che aspettiamo da troppo tempo. E’ essenziale l’elettrificazione della Biella-Novara, a cui sono stati già destinati 5 milioni di euro e che, sulla Novara Agognate, vede già un intervento in corso da parte di RFI per aumentare il carico assiale e far così passare mezzi più capienti e pesanti. Non si tratta di quanti finanziamenti il Biellese ha avuto negli ultimi anni, perché come sappiamo bene il nostro è un territorio che ha sempre dato tanto, non solo in termini di tasse, e di certo non ha ancora ricevuto altrettanto. Non si tratta di mettere le opere pubbliche in contrapposizione, perché la Pedemontana che finalmente vedrà la luce, non è alternativa al treno. Si tratta di pensare seriamente e concretamente allo sviluppo del Biellese. Noi stiamo investendo moltissimo in idee, visione e progettualità che, in sinergia con tutti gli stakeholder, delineano un territorio sempre più aperto e attrattivo per nuovi residenti e nuovi investimenti. Anche i nostri rappresentanti, a tutti i livelli e al di là delle appartenenze politiche, pur considerando le difficoltà burocratiche e le risorse necessarie, dovrebbero mettere al primo posto l’interesse generale, quello del Biellese”.








