Scale, ponti, la strada principale del paese che lambisce l’ingresso storico, passato, presente e futuro che si mescolano e un torrente che divide in due l’azienda. Il suggestivo tour negli spazi dello stabilimento di Botto Giuseppe a Valle Mosso è un piacevole alternarsi di atmosfere, spazi, sensazioni ma anche odori, suoni e ovviamente colori. E lo Strona, che divide in due l’azienda con le sua acque chiare, linfa per l’azienda stessa.

Un nome solo, due fabbriche (con quella di Tarcento) più Cascami Seta, un’autonomia nell’approvvigionamento dell’energia elettrica assicurata dall’impianto in Friuli, tra diga e pannelli fotovoltaici, che produce più di quanto venga utilizzato, con rivendita dell’avanzo sul mercato: un 108% che non serve a coprire la richiesta di Valle Mosso ma che aiuta i conti aziendali.
Sostenibilità, qualità delle materie prime, attenzione a tutta la catena dei fornitori, il cashmere Cradle to Cradle, le fattorie in Australia, le certificazioni e tutto quanto possibile in fatto di tutela dell’ambiente e del cliente sono i valori percepiti attraversando uffici e reparti, mescolandosi agli operai, guardando i macchinari, sia in filatura, che in tintoria o in tessitura.
L’impatto visivo è in parte spiazzante, con tanta modernità accanto alle mura più o meno storiche di uno stabilimento cresciuto nei secoli e che quest’anno, a giorni, vedrà festeggiare i 150 anni di attività con un cena tra proprietari, dipendenti e famiglie. E molta della storia è contenuta negli archivi, in via di digitalizzazione con un progetto già avviato: circa 250 cartelle di campionari dal 1910 ad oggi a disposizione di tecnici, stilisti, studenti e ricercatori.
Il tutto in un momento congiunturale particolarmente delicato che obbligherà Botto Giuseppe a ritoccare i listini, talvolta anche in modo sensibile (+20% per i filati, 10-15% per i tessuti) nella speranza che i brand a valle capiscano e i Premium accettino.
Il 2026 comunque è iniziato bene, con gli indicatori che sono per ora superiori a quelli dello stesso periodo del 2025 in tutte le aree (circa +15%); ma all’orizzonte c’è un estivo (la stagione in cui Botto Giuseppe è meno forte) incerto e tutto un 2027 sul quale impatteranno, appunto, i listini più cari.







