Pratofutura: “Il tessile prenda spunto dal supermercato”

Pratofutura: “Il tessile prenda spunto dal supermercato”

E se la svolta per il distretto pratese fosse nascosta tra gli scaffali di un supermercato? E’ questo lo spunto lanciato da Pratofutura pensando al modello Conad (Consorzio Nazionale Dettaglianti).

Durante la riunione dei circa 60 soci è stata presentata ai professionisti e agli imprenditori il paradigma da riproporre, in tutto o in parte, all’interno del distretto tessile per superare il frazionamento del sistema produttivo locale e andare verso l’aggregazione.

Ad aprire il dibattito, il nuovo presidente Marco Ranaldo, che ha lanciato la sfida sulla base della storia di Conad, ripercorsa da Tommaso Signorini, socio di Prato di Conad, membro del Cda di Conad Nord Ovest e socio di Pratofutura. Presente anche la coordinatrice Daniela Toccafondi.

“Serve un cambio di mentalità da parte dei nostri imprenditori e anche un atto di coraggio – ha detto Ranaldo – perché salvo poche eccezioni il sistema tessile pratese continua a scivolare verso il basso. O le imprese diventano grandi, o vengono acquisite, o si mettono insieme o muoiono. Credo che la strada del consorzio sia inevitabile per rilanciare a livello internazionale il modello tessile di Prato ed evitare di disperdere energie e competenze”.

Ranaldo ha citato i numeri: “Negli ultimi 20 anni il fatturato del distretto, così come il numero di addetti, si è dimezzato. Il personale è passato da 42mila unità del 1991 a 19mila circa del 2017, i giovani sembrano non essere interessati a investire nel settore, il cambio generazionale appare un miraggio in molti casi, il sistema terzista è in calo e le imprese piccole rimangono piccole, spesso schiacciate da una eccessiva concorrenza interna. L’Osservatorio di Confindustria Toscana Nord, per il 2020, ci dice che abbiamo 2.394 imprese a fronte di 5mila ditte a conduzione orientale. Si è passati dal 68% di industrie tessili nel 2001 al 36% nel 2017 mentre è cresciuto a dismisura l’abbigliamento, passando dal 14% del 2001 al 46% del 2017”.

Il modello di sviluppo Conad, nato nel 1962, ha portato il marchio a essere il primo gruppo della grande distribuzione in Italia, con quasi 17 miliardi di fatturato e un patrimonio netto aggregato pari oltre 3 miliardi di euro. “I nostri punti di forza – ha spiegato Signorini – sono la valorizzazione del socio, la partecipazione, la democraticità, la competitività, la continuità del sistema. Siamo in grado di muoverci da singoli nella visione strategica degli investimenti locali ma in costante rapporto con la struttura nazionale e in collaborazione con il management che ci guida”.

Ranaldo ha detto che la strada dell’aggregazione del tessile passa dalla piena sinergia e dal supporto da parte di commercialisti, avvocati, consulenti e rappresentanti di settore.

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